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Questa giornata ha un solo vero senso:
era iniziata come un giorno insulso,
ma il mio cuore, già trepido, sussulta
all’accenno dei tuoi sapidi versi!

Scrivi di un quotidiano che conosco,
che – donna – vedi con occhi diversi;
mi decodifichi arcani segreti e
tergi con diafana mano finestre.

Ti mostri nuda in tutta bellezza
e io scruto dentro i tuoi occhi persi,
ma poi, discreto, distolgo lo sguardo,
riconoscente che tu sia – sorella?

 
 

Copyright © 2012 Guido Comin – Belluno, Italy. All rights reserved.

 
 
 

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Vittorio recita avvincenti menù,
poetiche litanie in altre lingue.

Nettuno non ci accoglie col tridente,
ma una forchetta… per la pasta al dente!

Dona è un dono per il suo grande uomo
e per miti tartarughe nel bosco.

Ugo patisce poetiche pene:
è un deus-ex-machina, onnipresente!

Enrico somiglia un fachiro indiano,
appollaiato su un trespolo hi-tech.

Stefano cerca nascosti sentieri,
nei bui anfratti di un mondo-mistero.

Orietta, mitica, dolce guerriera,
conquista il mondo nel suo fuoristrada.

Diana, divinità, ma non di caccia,
però, forse, di qualche setta indiana?

Laura è l’aura, l’arietta di una sera,
che ci rinfresca, eppure scalda il cuore.

Dina e Tanya fanno i compiti in spiaggia,
donano amicizia e versi liberi.

L’assessore tiene tutti per mano,
oggi è lui il nostro grande ciambellano.

Anna sorride sempre mentre abbronza
ulteriormente l’impudico ventre.

Ivana incalza, microfono in mano,
un caronte per poeti adagiati!

Dante, che disturba mentre chiacchiera,
è zittito dall’ultimo arrivato…

Leveque contesta veementi poetesse,
per questioni imbrogliate, semantiche.

Iago, fin troppo bello, incravattato,
non trova Roderighi da fregare…

Giulia vi sembra un pavido uccelletto?
Esce fumo dalle nari anellate!

Claudia sul palco è un’artista da saloon,
o una dolce divinità dei boschi.

E la Poesia ci prende come un mare,
di Charles, ma senza chances per un ritorno…

E io? Vi scrivo questi parchi versi,
sia pur senza ornamenti per le genti!


 

 














 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qui troverete la versione video della poesia:
http://www.facebook.com/photo.php?v=10150304298967549

 

 

 

 

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Hai la faccia cattiva,
cazzuto cacciatore,
che caghi in mezzo al bosco:
bello sguardo incazzato,
che dice voglio sangue!!

 

Per non essere un ipocrita,
confesso che anch’io
mangio la carne,
ma potrei mai capire
lo sport di uccidere
un indifeso animaletto
per… “divertimento”?!

 

Preferisco di gran lunga
lo sport della caccia…
alla Poesia, dove, nei versi,
in mezzo al bosco
anch’io, senza cagare,
piuttosto che uccidere qualcosa,
cerco di farla nascere:

 

idea, sorriso, magari
un sentimento.

 

 

 

 

 

@UDIO La poesia “Due Cacciatori” – di e letta da PoetaPazzo @udio

 

 

 

 

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